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Il Graffio
Zetazeroalfa

 
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27/03/2007

DIVAGAZIONI SULLA SOCIETA'


Non amo la parte del pastore delle pecorelle smarrite, nè tantomeno quella del fustigatore dei figli del malcostume. Semplicemente, credo che il modello democratico, decantato a più fronti come fiore all'occhiello del modernissimo Occidente, sia prossimo alla saturazione. Davvero le mozioni popolari e borghesi pre e post-illuministe, assertrici di sacrosanti princìpi egualitari e solidali, miravano ad una società in cui il bordovalle bifolco ha lo stesso peso specifico dell'elite intellettuale? Onnicomprensione è necessariamente sinonimo di qualunquismo? Io credo che, se il buon Voltaire potesse vedere la MTV generation, si rivolterebbe nella tomba tanto velocemente da generare elettricità.
Non posso fingere di non scorgere in questa gioviale e lasciva generazione alcuni inquietanti prodromi di deriva del gusto, ben prima che del costume; sì, perchè laddove gli amici di Maria de Filippi e la gioventù sniffacolla da discoteca prevaricano nettamente, grazie alla loro patetica danza della primalità, chiunque abbia coscienza di se e ritenga la dignità e il buon gusto valori non negoziabili, ecco dirompere quel grigio diluvio democratico profetizzato da D'Annunzio. La superficialità contraddistingue i giorni nostri, inutile negarlo: ho riscontrato con immenso rammarico, negli ultimi tempi, un diffuso abbandono della ricerca intellettuale catastematica e dell'ascetismo ultra-prospettico, in luogo di un feticismo del contingente, di un'idolatria della prassi e del piacere smodato, in connubio peraltro con un nuovo senso di religiosità, una sorta di Gardaland post-conciliare, in virtù della quale un dio travestito da Paperino si diletta a dispensare zucchero filato ai bambini buoni e ad ammirare con un radioso sorriso i papa boy, ed i giovani che partecipano alle Giornate Mondiali della Gioventù e copulano la notte nei sacchi a pelo, in barba ad ogni istanza di trascendenza e ad ogni finesse mistica. Ebbene, io non credo nell'etica sociale oggi tanto in voga, che poi altro non è che un modo per inglobare tacitamente la deriva epidermica entro un'ottica pseudocristiana: con buona pace dei Cristiani alla Carlona, non si possono venerare al contempo Dio e Mammon. Quel che mi da la nausea, poi, è la detrazione, sotto causa comune, di chiunque sia esule dal morboso attaccamento al niente, di chiunque abbia ancora l’ardire, oggi, di perdersi in astrazioni mentali, invece di abbandonarsi anima et corpo ad un'istintiva spensieratezza, che altro non  se non indice del totale asservimento dell’animo alle voluptà carnali: ed ecco che i pochi superstiti di questo vortice linfatico si ritrovano, per scelta, o giocoforza, a recitare la parte degli orsi, dei pessimisti o dei noiosi. Non è dunque solamente sotto il profilo morale che contesto la filosofia del s'ei placet ei licet, ma anche sotto un profilo squisitamente estetico: proprio non riesco a concepire il vitalismo aprioristico e in se risolto, come parto di un'interiorità psiconautica... Mi sia dato del misantropo, ma io mi chiedo: non sarà che il progressismo effrenato delle libertà, in mano a pericolosi individui disamorati della conoscenza, presto o tardi, finirà per superare se stesso? Dove approderemo infine? All'omologazione totale?
Non vorrei, infine, essere accusato di voler pormi quale paladino della giustizia, e salvare il mondo.

Nel qual caso non fosse chiaro, io il mondo sono ben lontano dal volerlo salvare.

Preferirei di buon grado, piuttosto, distruggerlo.

Imperator Omnium

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05/03/2007

CANI E LUPI

 

Come insegnano i biologi i cani non sono altro che lupi addomesticati che l’uomo dopo anni di incroci e selezioni ha modificato fino ad arrivare alla moltitudine di razze attuali compresi i discutibili Chiuaua ,Grifoncino del Belgio e Shar Pei. Ben distanti dalla nobile purezza dei loro nobili progenitori selvatici, tant’e vero che il cane è considerato impuro dalle principali religioni monoteiste.

Probabilmente a questo punto vi chiederete perché vi parlo di questo. Il punto è che ultimamente parlando con dei rinnegati di Alleanza Nazionale ho scoperto che la loro sezione di Loano continua a scimmiottarci celebrando in concomitanza con il solstizio d’inverno il rito del cerchio di fuoco.

Come un ultimo disperato tentativo di tornare alle loro origini gia troppe volte rinnegate per servire i loro padroni di cui un tempo erano cacciatori.

Proprio come il quieto cane domestico che ulula ala luna per imitare l’antropofago lupo ma che si zittisce subito appena l’uomo lo sgrida e lentamente, con la coda fra le gambe, trascina la sua catena fino alla cuccia.

Perché proprio questo sono i giovani di AN, ex fascisti addomesticati dal potere borghese proprio come i cani da guardia che pur di difendere i loro padroni non esitano ad attaccare i loro antichi fratelli.

Ma noi come fieri lupi non esiteremo a sbranare ogni stupido cagnolino che si avventuri nella più nera delle selve.

THOR

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05/03/2007

LA VIVISEZIONE E’ PROPRIO NECESSARIA?

 

Ci indigniamo quando, in estate, esplode il fenomeno dell’abbandono degli animali.Ci arrabbiamo quando assistiamo a casi di maltrattamenti sugli animali.Ci commoviamo quando vediamo in televisione i vigili del fuoco salvare il gattino in cima ad un albero, ma rimaniamo del tutto impassibili quando lo stesso gattino finisce in un laboratorio di ricerca per essere letteralmente massacrato e vivisezionato.In questo caso il nostro amore verso gli animali improvvisamente scompare per lasciare posto alla più totale indifferenza.Questo atteggiamento ipocrita, tipico delle società materialiste e prive di valori come la nostra che riconduce tutto alla logica del libero mercato, nasce dall’applicazione di un principio aberrante, quello del “prezzo da pagare per il progresso della scienza e per il bene dell’umanità”.Noi a questo principio ci ribelliamo. Come siamo contro l’aborto, la sperimentazione sugli embrioni, l’eutanasia e l’eugenetica, come siamo contro la caccia, la macellazione rituale degli islamici e l’esibizione della pelle altrui così, allo stesso modo, siamo contro la vivisezione.Siamo convinti che la scienza debba continuare il suo cammino e che gli scienziati vadano sostenuti nel loro encomiabile lavoro, ma non a questo prezzo, non a queste condizioni (a Norimberga gli scienziati nazisti furono giustamente condannati per aver condotto esperimenti su zingari, disadattati e malati di mente, anche se la scienza trasse beneficio da quelle pratiche immorali).La civiltà di un popolo non si misura sulla base del livello tecnologico e di benessere economico raggiunto, ma sul grado d’umanità espressa.Se poi consideriamo che i dati ottenuti dalla sperimentazione sugli animali sono inattendibili e spesso fuorvianti se riferiti all’uomo  - l’arsenico, ad esempio, letale per l’uomo alle stesse dosi non provoca alcun effetto sulla pecora, la stricnina lascia indifferente la scimmia, la velenosissima Amanita Phalloides è innocua per gatti e conigli, l’insulina, indispensabile per gli umani, provoca malformazioni nelle galline, la penicillina è mortale per le cavie da laboratorio, il Talidomide, un sedativo per le donne in gravidanza, testato solo sugli animali, ha provocato negli anni cinquanta la nascita di migliaia di bambini “focomelici”, privi di braccia… -  all’ora è più che legittimo il sospetto che in questo campo la scienza c’entri poco, mentre c’entrano molto il business degli animali da laboratorio e le cattive abitudini dei ricercatori.

Gianfredo Ruggiero – Excalibur alternativa verde